Gli effetti disastrosi dell’Alzheimer sono causati dalla limitatissima capacità del cervello di rigenerare i neuroni distrutti dalla malattia, con conseguente compromissione della capacità di apprendimento e di memoria.
Una sperimentazione condotta sulle cavie dai ricercatori dell’Università della Carolina del Sud sta dimostrando la possibilità di invertire tale declino cognitivo attraverso una terapia basata sull’infiltrazione di nanoparticelle, in grado di penetrare all’interno degli “astrociti” e di attivare il processo di riconversione dei medesimi in neuroni rigenerati.
Non rimane che sperare nel perfezionamento della tecnica destinata alla stimolazione degli astrociti umani.
Nip

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