I ricercatori della Washington University di St. Louis hanno scoperto che, con una semplice analisi del sangue, è possibile diagnosticare la presenza di una proteina che, se adeguatamente contrastata, può impedire l’insorgenza dell’Alzheimer.
È stato anche accertato che la proteina agisce come un “timer”, in quanto consente di prevedere la durata dell’incubazione che precede la manifestazione dei sintomi.
Analizzando la molecola, con un metodo simile a quello del conteggio dei cerchi del tronco di un albero, si può calcolare il tempo “mancante” all’insorgenza della fase di “non ritorno” e intervenire adeguatamente.
Nip

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