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domenica 21 maggio 2023

Individuati i circuiti cerebrali della disonestà

   Un esperimento condotto su persone sottoposte alla risonanza magnetica funzionale ha svelato i circuiti cerebrali che vengono innescati quando l’individuo si accinge a mentire. 

   La ricerca ha anche dimostrato che i soggetti coinvolti tendevano ad evitare di dire menzogne egoistiche quando percepivano le probabilità di mettere a rischio la propria reputazione. In tal caso veniva registrata una variazione dell’afflusso di sangue nell’area di cervello che percepiva svantaggi per la propria dignità. 

   I ricercatori  dell’Università Sapienza di Roma sostengono che la scoperta potrebbe aiutare a promuovere comportamenti più responsabili. Speriamo!

   Nip


 

 

lunedì 21 novembre 2016

La verità sul referendum


LA REALTA’
LE MENZOGNE
Il testo della Riforma che disciplina il Referendum.

Sono evidenziate e sottolineate le parti INVARIATE. In corsivo le innovazioni che conferiscono nuovi poteri ai Cittadini.

È indetto un referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto o, se avanzata da ottocentomila elettori, la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.  

Non vi sono dubbi sulla conservazione del preesistente diritto di proporre il referendum, ma viene incrementato il potere del voto se la proposta viene avanzata da 800.000 richiedenti.
Abbiamo tutti sentito dai vari sostenitori del no le seguenti MENZOGNE che dovrebbero scaturire dall’approvazione della Riforma:




-Viene ridotto il diritto dei Cittadini di proporre il referendum


-Si penalizza la volontà dell’elettore


-Si favoriscono le Organizzazioni Sindacali

-Si vuole mortificare l’iniziativa popolare

-È un ‘attentato’ alla nostra Costituzione







domenica 13 novembre 2016

REFERENDUM: Il terrorismo della menzogna

Chiunque voglia approfondire personalmente la proposta di modifica della Costituzione, NON troverà una sola parola che attribuisca un minimo di incremento del potere del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Governo, per cui quando si sente qualcuno parlare del rischio di  DERIVA AUTORITARIA, si sta ascoltando solamente una menzogna fatta circolare per allarmare gli elettori. Ricordiamoci che durante il confronto tra Zagrebeski e Renzi, quest’ultimo ha chiesto più volte al ‘costituzionalista’ di citare l’articolo della riforma che dovrebbe favorire tale ‘deriva’, ma non è arrivata alcuna risposta!
È una menzogna anche la ‘teoria’ di stravolgimento della nostra Costituzione, poiché si sostiene che vengono ‘cambiati’ 47 Articoli. La verità è che, a parte le modifiche riguardanti l’art. 70 e qualche altro, che disegnano il nuovo Parlamento, ci sono tantissimi articoli che vengono ‘ritoccati’ per adeguare il nuovo testo al cambiamento sostanziale riguardante la formazione delle Leggi o miglioramenti delle garanzie. Un esempio:  gli Articoli 48-67-69-73-74-78-79-80-81-86-87-88-94-96-97-114-118-122-132 hanno richiesto la modifica in quanto, laddove nel testo originale si parla di Parlamento o di Senato, si è reso necessario specificare ‘Camera dei Deputati’, oppure eliminare dal nuovo testo la parola ‘Province’ per sancirne la cancellazione. Poi ci sono articoli che non si possono non condividere in quanto sanciscono il riferimento al Regolamento della Camera o fissano garanzie riguardanti i diritti delle minoranze o l’obbligo dei membri del governo di ‘assistenza’ alle sedute della Camera dei Deputati (Artt. 60-63-64), o la soppressione del CNEL (Art. 99) o disciplinare i pareri del Senato (Art. 126) o fissare il limite agli emolumenti dei consiglieri regionali (Art. 122).
ATTENZIONE, pertanto, alle tante spudorate menzogne. La tattica è quella di allarmare l’elettore e fargli TEMERE un cambiamento che può solo MIGLIORARE l’efficienza dello Stato e promuovere il processo di riduzione dei costi della politica che, se non avviati con l’occasione che ci viene offerta, difficilmente saranno riproposti a breve scadenza.


Nip