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martedì 4 settembre 2018

Finite le lacerazioni?



Erano  già stati espressi giudizi sull’opportunità che Renzi facesse un ’passo di lato’, considerato che gli era stata attribuita la responsabilità del fallimento del Referendum che se ‘spacchettato’ avrebbe assicurato all’Italia un vero rinnovamento. L’atteggiamento di sfida che l’ex premier aveva mantenuto anche dopo gli effetti disastrosi della sconfitta, avevano ottenebrato anche le più gravi conseguenze negative dei suoi oppositori che promettevano con leggerezza la presentazione di nuove proposte referendarie che sarebbero state approntate “entro tre mesi” (sono già trascorsi quasi due anni). Molti autori del “fuoco amico” hanno continuato a sfruttare l’onda dell’antirenzismo per giustificare le lacerazioni che hanno solo favorito il ritorno delle ‘destre’. Ma sappiamo dove porta la strategia della lacerazione.
Ora Renzi ha dichiarato apertamente la sua rinuncia alla candidatura, prendendo una saggia decisione che sgombra l’orizzonte da molte nubi. La palla passa agli altri ed il gioco metterà in evidenza tutte le contraddizioni dei signori del NO che non avranno più lo schermo dietro il quale nascondersi. Chissà se questo servirà a debellare il vecchio male della sinistra che l’ha portata a disperdersi in sempre più sottili rivoli che si inaridiscono sotto il più debole sole?

Nip


domenica 27 maggio 2018

Ma chi te lo fa fare?



 Seguo con curiosità la passione di alcuni giovani che sognano il ritorno di Renzi alla guida del PD. Il loro impegno è commovente, ma non credo sia una cosa auspicabile, per le seguenti ragioni:

-          la sconfitta del referendum è ancora fresca ed è stata troppo schiacciante per essere ormai fuori discussione;
-     non sappiamo quali sarebbero stati i risultati se si fossero ascoltati coloro che suggerivano di ’spacchettare’ i quesiti, ma io credo che non sia una follia pensare che a quest’ora noi ci troveremmo senza il CNEL, con la cancellazione delle Province e, forse, con un margine meno disonorevole per l’abolizione del Senato. (Non ho dubbi sul risultato negativo del quesito sulle regole elettorali);
-       l’accettazione della proposta di ‘spacchettamento’ avrebbe garantito un più ampio confronto, con esiti sicuramente più favorevoli, quanto agli sviluppi successivi al referendum.

   Si tratta di errori macroscopici per un leader che voglia definirsi tale, per cui io credo che se  Renzi si godrà in santa pace il suo scranno in Senato, farà del bene a se stesso ed al PD,  poiché le ferite sono ancora fresche e non c’è bisogno di altre lacerazioni.
La voce di quei giovani potrebbe avere un senso se si percepisse la volontà generale di riconfermare con larghissima maggioranza Renzi alla segreteria del partito, cosa che mi sembra alquanto lontana dalla realtà.
Sarebbe bene, pertanto, evitare certi accanimenti e lasciare che il corso degli eventi si delinei con naturalezza, con il confronto democratico  e, soprattutto, con la saggezza di chi riesce a comprende che gli errori, prima o poi, si devono pagare.

Nip



lunedì 19 dicembre 2016

Caro Roberto, ti scrivo...

Caro Speranza, a scanso di equivoci dichiaro subito che ho votato si al Referendum  costituzionale e sono convinto che una buona parte di chi ha votato no, che rispetto pienamente perché è espressione della volontà della maggioranza, è, però,  stata tratta in inganno da una propaganda fatta quasi esclusivamente di menzogne. Detto questo e archiviato il risultato, credo che la cosa più giusta da fare sia quella di accettare le conseguenze del plebiscito ed attendere che ci siano, non si sa quando, altre occasioni per parlare di riforme e sperare che si possano fare riflessioni più sagge. Fino ad allora, non mi sembra il caso di polemizzare, anche perché non posso accampare il diritto di aver ragione, quando il 60% degli elettori mi ha dato torto.
Spostiamo ora  il discorso sulle tue aspirazioni: ti vuoi candidare a segretario del PD e ne hai pieno diritto, vuoi girale l’Italia e sei libero di farlo, vuoi continuare a mentire sulle ragioni del no e, considerato il risultato, nessuno potrà lagnarsene. Sei libero di dare sfogo a tutte le tue aspirazioni e, qualora riuscissi a raggiungere le mete dei tuoi sogni, anch’io me ne farei una ragione e, sebbene non condivido le tue scelte,  cercherei di accettarle aspettando tempi migliori per aver ragione delle mie.
Ora, mettiamo che alla fine delle tue battaglie e dei tuoi tours tu scopra di non aver raggiunto la maggioranza dei consensi, saresti capace di rispettare il “vincitore”? Se sì, dimostreresti di saper praticare quell’umiltà che tu vuoi suggerire agli altri. Se non ne sarai capace e continuerai a fare come hai fatto fino ad ora, dimostrerai, invece di essere il vero interprete di quell’arroganza che tu vuoi affibbiare agli altri!


Nip


martedì 13 dicembre 2016

Lettera aperta a Matteo Renzi

Caro Matteo, ti scrivo…


   Si intuisce la volontà di approvare in tempi brevi la legge elettorale che consenta agli elettori di scegliere una maggioranza capace di governare.
Prevedendo anche la tua intenzione di “ripartire”, mi chiedo se stai elaborando scelte capaci di dare una risposta agli elettori che hanno “protestato”.
So che c’è il bilancio tendenzialmente positivo delle cose già fatte durante i 1000 giorni del tuo Governo, ma so anche che chi ha votato no ha espresso un malessere assai diffuso.
Se hai veramente intenzione di continuare la tua azione orientata a vitalizzare la nostra economia ed a ripianare le ingiustizie sociali, c’è bisogno di intraprendere un cammino che sia chiaramente riconoscibile dai più, quale itinerario di riscatto dei poveri e degli onesti.
Chi è assetato di giustizia, di equità e di occupazione ha bisogno di risposte meglio decifrabili. La gente ha bisogno di segnali molto più chiari per poter comprendere le nobili intenzioni della politica.
Se vuoi veramente riprendere l’impegno politico da ineguagliabile leader, quale hai dimostrato di essere, devi lanciare un segnale molto più forte contro la corruzione, contro i privilegi, contro gli sprechi e l’impunità a qualsiasi livello e promuovere azioni inequivocabili a favore degli onesti, dei laboriosi, dei giovani e della povera gente.
Su tale cammino incontrerai tanta gente che aveva smarrito la strada.
Buon lavoro!


Nip

lunedì 12 dicembre 2016

Le promesse dei signori del no

Se non ricordo male, i signori del no dicevano che subito dopo il 4 dicembre sarebbero cambiate le condizioni degli Italiani.
Liquidato Renzi, si sarebbero miracolosamente risolti tutti i problemi.
Come?, se nessuno vuole assumersi la responsabilità di assicurare un governo per affrontare urgenti questioni interne ed internazionali? (non dimentichiamoci che le popolazioni terremotate attendono importanti provvedimenti della massima urgenza).
Di responsabilità di governo, neanche a parlarne; di sostegno per risolvere le più urgenti questioni, men che meno. Si era parlato di legge elettorale per risolvere il problema dell’ingovernabilità, ma ora non si vuole attendere neanche un minuto. Si sa che l’attuale legge è impraticabile, ma si dice di voler votare subito per rispettare la volontà degli elettori (senza tenere conto dei rischi di una probabile stagnazione dell’azione del parlamento).
Vorrei vedere quale situazione si sarebbe creata, in mancanza di chi si assume l’onere di assicurare un governo al Paese, pur conoscendo i rischi che si corrono esponendosi alle critiche di chi non è capace di agire, ma si limita a sbraitare.
Chissà se qualcuno riuscirà a riflettere sugli avvenimenti di questi giorni e valutarli alla luce di quanto promesso da chi diceva che votando no sarebbero state cambiate le sorti dell’Italia!
Dovremmo ricordarcele quelle vane promesse, senza escludere quella della possibilità di  attuare entro sei mesi la Riforma Costituzionale perfetta!


Nip


lunedì 5 dicembre 2016

La gratitudine verso gli elettori del NO

Ho fatto apertamente il tifo per i sostenitori del SI, pur prevedendo la probabile vittoria del NO.
Non immaginavo, però, l’enorme distacco che ha sancito una vittoria “schiacciante”, avvalorata dall’elevata percentuale dei votanti.
Nessun dubbio, pertanto, sulla sconfitta clamorosa che ha indotto Renzi alle dimissioni, secondo me prevedibili e condivisibili.
Ora è tempo di bilanci e riflessioni ed io penso che c’è tanta gente che deve gratitudine alla grande massa degli elettori “vincenti”, ai quali si deve il sacrosanto rispetto.
“In primis” si possono elencare tutti i leader politici che si sono impegnati a sostenere il NO con una passione che ha spinto molti di loro a costruire le tante “bufale” circolanti (ma, a questo punto, si può dire che sono state inefficacemente smascherate). Molti di questi leader stanno scaldando i motori perché si sentono legittimati a riprendere la scena che avevano dovuto abbandonare in precedenza.
Poi ci sono i Senatori. Oggi ne ho sentito alcuni alla radio ed erano letteralmente euforici per la vittoria del NO ma, implicitamente, per aver salvato la poltrona. La gratitudine del personale dipendente dal CNEL è sacrosanta, anche se sul loro “collocamento” non c’erano preoccupazioni di sorta. Penso  debbano essere molto più grati coloro che direttamente o indirettamente conservano utili o privilegi derivanti dal “salvato” Consiglio Nazionale. Non possono sussistere dubbi sulla gratitudine (anche se differentemente dosata) dei consiglieri regionali che conservano i lauti compensi. Poi ci sono i partiti, i cui gruppi parlamentari continueranno a percepire le “milionate” di  rimborsi elettorali. Un esercito di “grate” persone che per discrezione evitano di esprimere apertamente la loro gratitudine, ma che avrebbero tutto il dovere di farlo!


Nip



venerdì 2 dicembre 2016

La parte del famigerato Art. 117



Art. 117
Proposta nuovo art. 117
La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.













La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e dagli obblighi internazionali       

La parte rimanente dell'Art. 117, in gran parte immutata, disciplina la ripartizione della potestà tra Stato, Regioni e Province autonome. Nessun rischio di schiavitù alle dipendenze dell'Europa!                     

Le innumerevoli menzogne dei sostenitori del no.





LE MENZOGNE
LE PROVE DELL’INGANNO

Con la Riforma si rischia di innescare una deriva autoritaria!
Tutto il potere ad un uomo solo!
La riforma non cambia minimamente i poteri del Governo né quelli del Premier. Nessuno è stato capace di indicare l’Articolo o il comma che lo prevede. Proverbiale il dibattito tra Renzi e Zagrebetski al quale è stata posta la domanda ma ancora attendiamo la risposta.

Viene stravolta la Costituzione!
Quasi un terzo degli Articoli vengono  completamente cambiati!
La maggior parte dei 47 articoli viene modificata solo per adeguare il testo al mutamento di condizioni ovvie e scontate. Esempio: l’abolizione del Senato e delle Province impone di cancellarne  le parole dagli articoli che le prevedono. Si tratta, quindi, di un solo adeguamento formale.

 Poi ci sono articoli che non si possono non condividere in quanto sanciscono il riferimento al Regolamento della Camera o fissano garanzie riguardanti i diritti delle minoranze o l’obbligo dei membri del governo di ‘assistenza’ alle sedute della Camera dei Deputati (Artt. 60-63-64), o la soppressione del CNEL (Art. 99) o disciplinare i pareri del Senato (Art. 126) o fissare il limite agli emolumenti dei consiglieri regionali (Art. 122).

Gli elettori vengono privati del loro diritto. Non si potranno più eleggere i Senatori”!
I senatori saranno eletti in conformità alle scelte espresse dagli elettori” in occasione del rinnovo dei Consigli regionali.

C’è già la proposta di Legge che lo prevede, ma può essere approvata solo DOPO la modifica della Costituzione.


 


lunedì 21 novembre 2016

La verità sul referendum


LA REALTA’
LE MENZOGNE
Il testo della Riforma che disciplina il Referendum.

Sono evidenziate e sottolineate le parti INVARIATE. In corsivo le innovazioni che conferiscono nuovi poteri ai Cittadini.

È indetto un referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto o, se avanzata da ottocentomila elettori, la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.  

Non vi sono dubbi sulla conservazione del preesistente diritto di proporre il referendum, ma viene incrementato il potere del voto se la proposta viene avanzata da 800.000 richiedenti.
Abbiamo tutti sentito dai vari sostenitori del no le seguenti MENZOGNE che dovrebbero scaturire dall’approvazione della Riforma:




-Viene ridotto il diritto dei Cittadini di proporre il referendum


-Si penalizza la volontà dell’elettore


-Si favoriscono le Organizzazioni Sindacali

-Si vuole mortificare l’iniziativa popolare

-È un ‘attentato’ alla nostra Costituzione







venerdì 18 novembre 2016

Il Referendum

LA REALTA’
LE MENZOGNE

- Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri. Art. 92 della Costituzione, che rimane invariato. La fiducia al Governo viene votata dalla Camera dei Deputati


-Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. - Art. 70 della Riforma  (la parte che riguarda la Camera dei Deputati – tutto il resto dell’Articolo disciplina le attribuzioni del nuovo Senato)

-Gli Artt. Della nostra Costituzione 48-67-69-73-74-78-79-80-81-87-88-94-96-97-114-118-122-132 sono modificati per sostituire le parole ‘Parlamento’ o Senato’ con ‘Camera dei Deputati, o per cancellare la parola ‘Province’;

-Si sopprime il CNEL, si fissa un limite agli emolumenti dei consiglieri regionali, si tagliano 215 poltrone di Senatori, si elimina il finanziamento ai gruppi parlamentari, si cancellano definitivamente le Province…

-i consigli regionali eleggeranno i consiglieri regionali-senatori “in conformità alle scelte espresse dagli elettori” in occasione del rinnovo dei Consigli regionali





-Questo  Presidente non è stato eletto!
-La Riforma consegna il potere ad un uomo     
  solo!
-Rischiamo la deriva autoritaria!




-Non si capisce niente!
-Un testo così farraginoso complica le procedure
 e  scatenerà una serie infinita di  conflitti!
-Il Senato bloccherà i lavori della Camera!
-Sarà tutto più complicato di prima!















-Vogliono stravolgere la nostra Costituzione!
-Vogliono modificare un terzo degli Articoli!



-Non si risparmia nulla!
-Le spese rimarranno!
-Il Senato non viene eliminato ed avrà il potere di bloccare le Leggi!


-Vogliono togliere il diritto di voto ai Cittadini!


La verità sul Referendum

REFERENDUM: Il terrorismo della menzogna.

Chiunque voglia approfondire personalmente la proposta di modifica della Costituzione, NON troverà una sola parola che attribuisca un minimo di incremento del potere del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Governo, per cui quando si sente qualcuno parlare del rischio di  DERIVA AUTORITARIA, si sta ascoltando solamente una menzogna fatta circolare per allarmare gli elettori. Ricordiamoci che durante il confronto tra Zagrebeski e Renzi, quest’ultimo ha chiesto più volte al ‘costituzionalista’ di citare l’articolo della riforma che dovrebbe favorire tale ‘deriva’, ma non è arrivata alcuna risposta!
È una menzogna anche la ‘teoria’ di stravolgimento della nostra Costituzione, poiché si sostiene che vengono ‘cambiati’ 47 Articoli. La verità è che, a parte le modifiche riguardanti l’art. 70 e qualche altro, che disegnano il nuovo Parlamento, ci sono tantissimi articoli che vengono ‘ritoccati’ per adeguare il nuovo testo al cambiamento sostanziale riguardante la formazione delle Leggi o miglioramenti delle garanzie. Un esempio:  gli Articoli 48-67-69-73-74-78-79-80-81-86-87-88-94-96-97-114-118-122-132 hanno richiesto la modifica in quanto, laddove nel testo originale si parla di Parlamento o di Senato, si è reso necessario specificare ‘Camera dei Deputati’, oppure eliminare dal nuovo testo la parola ‘Province’ per sancirne la cancellazione. Poi ci sono articoli che non si possono non condividere in quanto sanciscono il riferimento al Regolamento della Camera o fissano garanzie riguardanti i diritti delle minoranze o l’obbligo dei membri del governo di ‘assistenza’ alle sedute della Camera dei Deputati (Artt. 60-63-64), o la soppressione del CNEL (Art. 99) o disciplinare i pareri del Senato (Art. 126) o fissare il limite agli emolumenti dei consiglieri regionali (Art. 122).
ATTENZIONE, pertanto, alle tante spudorate menzogne. La tattica è quella di allarmare l’elettore e fargli TEMERE un cambiamento che può solo MIGLIORARE l’efficienza dello Stato e promuovere il processo di riduzione dei costi della politica che, se non avviati con l’occasione che ci viene offerta, difficilmente saranno riproposti a breve scadenza.
Nip

Cari amici del no, mi dispiace dirvelo, ma Renzi ha già vinto!
  I sondaggi parlano di una tendenza che dovrebbe sancire il prevalere del no. Io non ci credo, anche perché comprendo la ritrosia della gente a manifestare la volontà di esprimere il si, considerate le elevate possibilità di sentirsi offesi e derisi dalla marea di coloro che sembrano conoscere una sola ragione: quella di ‘mandare a casa Renzi’. Ma se malauguratamente dovesse prevalere il no, cosa alla quale io non voglio assolutamente credere, sarebbe una sconfitta per il Presidente del Consiglio? Assolutamente no! Anzi, ritengo che il successo sia garantito anche con la percentuale che viene ultimamente prevista per il SI che  si attesta intorno al 47%.  (Ciò vuol dire che, secondo i parametri degli stessi esperti i quali ammettono una ipotetica oscillazione del 4%, potrebbe facilmente raggiungere il 51% e quindi al di sopra di quel 50.1% necessario alla vittoria).
Ma torniamo all’ipotesi di una ‘sconfitta’ del SI con il 47%. Gli schieramenti politici che si stanno affannando a propagandare il no (diffondendo anche una marea di menzogne che potrebbero essere comprese dagli elettori nelle prossime settimane) rappresentano una maggioranza schiacciante che si aggira complessivamente intorno al 70%. Ciò vuol dire che una grandissima fetta di elettori (circa il 30%) di coloro che dovrebbero appartenere al bacino di voti vantato dalle opposizioni, hanno già capito che è un errore seguire i suggerimenti dei sostenitori del no. Questa, cari ‘signori del no’, è una sconfitta sonora e difficilmente giustificabile in caso di sconfitta del SI per pochi decimali.
Quindi, Renzi ha già vinto! Figuriamoci se il Presidente del Consiglio, come sta egregiamente facendo, riuscirà a convincere qualche altro indeciso, anche alla luce degli ultimi dati riguardanti la ripresa economica! Altro che sconfitta.
Pertanto se dovesse vincere il no, Renzi vince comunque. Se dovesse vincere il SI, vincono gli Italiani che scelgono il cambiamento che darà nuova energia alla nostro Paese!
Nip




LA REALTA’
LE MENZOGNE

- Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri. Art. 92 della Costituzione, che rimane invariato. La fiducia al Governo viene votata dalla Camera dei Deputati


-Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. - Art. 70 della Riforma  (la parte che riguarda la Camera dei Deputati – tutto il resto dell’Articolo disciplina le attribuzioni del nuovo Senato e)

-Gli Artt. Della nostra Costituzione 48-67-69-73-74-78-79-80-81-87-88-94-96-97-114-118-122-132 sono modificati per sostituire le parole ‘Parlamento’ o Senato’ con ‘Camera dei Deputati, o per cancellare la parola ‘Province’;

-Si sopprime il CNEL, si fissa un limite agli emolumenti dei consiglieri regionali, si tagliano 215 poltrone di Senatori, si elimina il finanziamento ai gruppi parlamentari, si cancellano definitivamente le Province…

-i consigli regionali eleggeranno i consiglieri regionali-senatori “in conformità alle scelte espresse dagli elettori” in occasione del rinnovo dei Consigli regionali





-Questo  Presidente non è stato eletto!
-La Riforma consegna il potere ad un uomo     
  solo!
-Rischiamo la deriva autoritaria!




-Non si capisce niente!
-Un testo così complicato complica le procedure
 e  scatenerà una serie infinita di  conflitti!
-Il Senato bloccherà i lavori della Camera!
-Sarà tutto più complicato di prima!

















-Vogliono stravolgere la nostra Costituzione!
-Vogliono modificare un terzo degli Articoli!





-Non si risparmia nulla!
-Le spese rimarranno!
-Il Senato non viene eliminato ed avrà il potere di bloccare le Leggi!


-Vogliono togliere il diritto di voto ai Cittadini!



martedì 15 novembre 2016

Cari signori del no, Renzi ha già vinto!

  I sondaggi parlano di una tendenza che dovrebbe sancire il prevalere del no. Io non ci credo, anche perché comprendo la ritrosia della gente a manifestare la volontà di esprimere il si, considerate le elevate possibilità di sentirsi offesi e derisi dalla marea di coloro che sembrano conoscere una sola ragione: quella di ‘mandare a casa Renzi’. Ma se malauguratamente dovesse prevalere il no, cosa alla quale io non voglio assolutamente credere, sarebbe una sconfitta per il Presidente del Consiglio? Assolutamente no! Anzi, ritengo che il successo sia garantito anche con la percentuale che viene ultimamente prevista per il SI che  si attesta intorno al 47%.  (Ciò vuol dire che, secondo i parametri degli stessi esperti i quali ammettono una ipotetica oscillazione del 4%, potrebbe facilmente raggiungere il 51% e quindi al di sopra di quel 50.1% necessario alla vittoria).
Ma torniamo all’ipotesi di una ‘sconfitta’ del SI con il 47%. Gli schieramenti politici che si stanno affannando a propagandare il no (diffondendo anche una marea di menzogne che potrebbero essere comprese dagli elettori nelle prossime settimane) rappresentano una maggioranza schiacciante che si aggira complessivamente intorno al 70%. Ciò vuol dire che una grandissima fetta di elettori (circa il 30%) di coloro che dovrebbero appartenere al bacino di voti vantato dalle opposizioni, hanno già capito che è un errore seguire i suggerimenti dei sostenitori del no. Questa, cari ‘signori del no’, è una sconfitta sonora e difficilmente giustificabile in caso di sconfitta del SI per pochi decimali.
Quindi, Renzi ha già vinto! Figuriamoci se il Presidente del Consiglio, come sta egregiamente facendo, riuscirà a convincere qualche altro indeciso, anche alla luce degli ultimi dati riguardanti la ripresa economica! Altro che sconfitta.
Pertanto se dovesse vincere il no, Renzi vince comunque. Se dovesse vincere il SI, vincono gli Italiani che scelgono il cambiamento che darà nuova energia alla nostro Paese!

Nip

domenica 13 novembre 2016

REFERENDUM: Il terrorismo della menzogna

Chiunque voglia approfondire personalmente la proposta di modifica della Costituzione, NON troverà una sola parola che attribuisca un minimo di incremento del potere del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Governo, per cui quando si sente qualcuno parlare del rischio di  DERIVA AUTORITARIA, si sta ascoltando solamente una menzogna fatta circolare per allarmare gli elettori. Ricordiamoci che durante il confronto tra Zagrebeski e Renzi, quest’ultimo ha chiesto più volte al ‘costituzionalista’ di citare l’articolo della riforma che dovrebbe favorire tale ‘deriva’, ma non è arrivata alcuna risposta!
È una menzogna anche la ‘teoria’ di stravolgimento della nostra Costituzione, poiché si sostiene che vengono ‘cambiati’ 47 Articoli. La verità è che, a parte le modifiche riguardanti l’art. 70 e qualche altro, che disegnano il nuovo Parlamento, ci sono tantissimi articoli che vengono ‘ritoccati’ per adeguare il nuovo testo al cambiamento sostanziale riguardante la formazione delle Leggi o miglioramenti delle garanzie. Un esempio:  gli Articoli 48-67-69-73-74-78-79-80-81-86-87-88-94-96-97-114-118-122-132 hanno richiesto la modifica in quanto, laddove nel testo originale si parla di Parlamento o di Senato, si è reso necessario specificare ‘Camera dei Deputati’, oppure eliminare dal nuovo testo la parola ‘Province’ per sancirne la cancellazione. Poi ci sono articoli che non si possono non condividere in quanto sanciscono il riferimento al Regolamento della Camera o fissano garanzie riguardanti i diritti delle minoranze o l’obbligo dei membri del governo di ‘assistenza’ alle sedute della Camera dei Deputati (Artt. 60-63-64), o la soppressione del CNEL (Art. 99) o disciplinare i pareri del Senato (Art. 126) o fissare il limite agli emolumenti dei consiglieri regionali (Art. 122).
ATTENZIONE, pertanto, alle tante spudorate menzogne. La tattica è quella di allarmare l’elettore e fargli TEMERE un cambiamento che può solo MIGLIORARE l’efficienza dello Stato e promuovere il processo di riduzione dei costi della politica che, se non avviati con l’occasione che ci viene offerta, difficilmente saranno riproposti a breve scadenza.


Nip

martedì 8 novembre 2016

Chi dice 'fuori...fuori' dal PD?

Caro Bersani,
ho avuto il piacere di seguire molti video che documentano i lavori della Leopolda, ma non ho sentito alcuno dei massimi esponenti del PD dire quel ‘fuori…fuori’ che è stato pronunciato da giovani i quali probabilmente sono stanchi di seguire le tessiture di tele che, non si capisce per quale ragione, non arrivano mai al compimento. Io non avrei pronunciato quell’invito, anche se non posso non riconoscere il diritto di farlo a chi ha scelto di lanciare quel segnale perché spazientito oltre misura. Quello che non ammetto è, invece, il fatto che lei pronunci la frase ‘… io dico dentro…dentro, mentre Renzi dice fuori…fuori’. È scorrettezza inammissibile per uno che ha vissuto un’esperienza politica come la sua. Lei vuol neutralizzare la sacrosanta critica  di chi lo accusa di remare contro scelte di partito maturate negli anni, con una messinscena che non sta in piedi. Quello che lei sta facendo è grave e, probabilmente, un partito severo avrebbe tutto il diritto di discutere di una sua eventuale espulsione, ma nessuno lo sta facendo, mentre lei, invece, vuole alimentarne il sospetto. Lei sta certamente tifando per il no perché spera nella sconfitta di Renzi, ma si ricordi che il Fronte del SI potrebbe farcela. In tal caso lei farebbe una figura veramente meschina. Riveda la sua posizione, finché è in tempo! Cerchi di comprendere il grande gesto di dignità che ha compiuto Gianni Cuperlo.


Nip

mercoledì 20 aprile 2016

Da un referendum all'altro

Ho preferito evitare commenti prima del referendum, pur essendo orientato ad astenermi. Avevo ascoltato le ragioni di coloro che decisamente dichiaravano di essere favorevoli al SI e, pur comprendendone le genuine motivazioni, ero rimasto del mio parere per i molti dubbi suscitati in me dalla subdola impostazione della propaganda a favore del SI, non ultima l’espressione “no alle trivelle” in totale assenza del rischio di nuove trivellazioni, o “petrolio scaduto” quando si sa che la gran  parte dei pozzi attivi estraggono gas. Mi sentivo, però, di dover osservare un grande rispetto nei confronti dei moltissimi personaggi famosi, Enti e Associazioni che si occupano della difesa e salvaguardia dell’ambiente.
Dopo il mancato raggiungimento “del quorum”,  ho sentito commenti che, a mio giudizio, hanno attribuito allo “schieramento” del SI una posizione a dir poco assurda. Brunetta, ad esempio, ha dichiarato che ad ottobre basterà che la stessa percentuale di elettori che hanno votato SI lo scorso 17 aprile, votino NO al referendum costituzionale, ed il gioco è fatto, considerato che il prossimo voto sarà valido con qualsiasi percentuale di partecipanti.
Ma come fa Brunetta ad essere sicuro che tutti gli elettori favorevoli al SI ad ottobre voteranno NO? E come fa a sapere che chi questa volta ha deciso di astenersi, ad ottobre non sarà presente al seggio sin dalle prime ore del mattino?
No, caro Brunetta! Non è così semplice la conclusione. Anzi, non mi capacito come uno “studioso” che ha anche avuto incarichi politici di grande rilievo possa fare ragionamenti così puerili. In ogni caso, vedremo. Anzi, se le cose andranno proprio al contrario di come la vede Brunetta, ne vedremo delle belle!


Nip