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domenica 30 maggio 2021

Sicurezza e balordaggine

 Rimpalli di responsabilità e negazioni stanno rendendo la strage della cabinovia ancora più assurda, a parte la confessione di uno dei responsabili che sta mostrando di avere una coscienza. Sembra che la causa del disastro sia dovuta all'applicazione di "forchettoni" inseriti per disattivare il freno automatico di una cabinovia che faceva scattare un segnale di emergenza. Le responsabilità degli addetti sono gravissime anche se sarà arduo il compito dei giudici. Il fatto che non sia stato interdetto l'utilizzo dell'unica cabina senza freni, però, dimostra che quelle persone non erano capaci di valutare i rischi  e non meritavano di  occupare le loro posizioni.  

Nip


 

martedì 13 ottobre 2020

Raddoppiati i disastri provocati dal cambiamento climatico

La preoccupazione generale scatenata dalla seconda ondata dei contagi Covid rischia di oscurare l'emergenza climatica. Purtroppo anche in questo campo non mancano i negazionisti ostinati a minimizzare gli effetti del riscaldamento globale, per cui non guasta evidenziare i rischi sempre più diffusi nel nostro Pianeta. Un rapporto ufficiale delle Nazioni Unite ha pubblicato i dati riguardanti le calamità naturali provocate dal cambiamento climatico, che risultano raddoppiate negli ultimi vent'anni. Conviene, pertanto, non dimenticarsene, anche perché, come ha affermato il segretario generale dell'Unsdir Mami Mizutori, "...ignorare l'emergenza climatica può comportare effetti anche più disastrosi di quelli prodotti dal Covid-19."

 


 

 

venerdì 16 novembre 2018

Uragani e riscaldamento globale


Sempre meno dubbi sui drammatici effetti del riscaldamento della nostra atmosfera. Dopo gli studi che hanno accertato un aumento del 10% delle precipitazioni dovuto all'incremento della temperatura dei nostri mari, arriva ora lo studio di due ricercatori californiani del Lawrence Berkeley National Laboratory che temono ulteriori effetti negativi sulla violenza degli uragani. Uno dei più potenti degli ultimi anni, l'uragano Sandy che ha colpito l'America centrale e la costa orientale degli USA nel 2012, ha raggiunto picchi massimi di velocità dei venti di 185 chilometri orari. Secondo lo studio, tali velocità potrebbero crescere anche del 30% e sfiorare i 230km/h. La prospettiva non è affatto rosea e richiederebbe una presa di coscienza da parte delle grandi masse, in modo da indurre alla riflessione approfondita coloro che hanno in mano le leve decisionali della politica.
NiP

giovedì 27 ottobre 2016

Il crollo delle case antisismiche

L’Italia continua a tremare. Questa volta il preavviso ha limitato i danni alle persone, ma altri crolli si aggiungono alle pesanti perdite di patrimonio storico. Ora si parla di ricostruzione e si riflette sui crolli che hanno interessato qualche edificio reso non completamente “antisismico”. Chissà se emergeranno elementi dai quali si apprenderà che qualcuno ha ceduto alla tentazione di maggiori illeciti guadagni, qualche tecnico ha omesso di controllare, qualche altro ha chiuso un occhio,  e chi più ne ha più ne metta.
Intanto si scopre che proprio qualche giorno fa  (21.10.2016) un terremoto di magnitudo 6.2 e cioè più forte di quelli che hanno devastato ultimamente il centro della penisola, ha colpito il Giappone provocando solo qualche ferito e nessun crollo.
Ma allora, se si parla di ricostruzione e di ‘casa Italia’, chi ci assicura che i lavori che saranno effettuati garantiranno il sicuro adeguamento antisismico? Non conviene, prima ancora di far partire il progetto di “consolidamento”, varare una serie di misure veramente efficaci per scongiurare l’ennesimo assalto ai finanziamenti?
Se non si lasciano intuire rischi di pene severissime (con interdizione perpetua da tutte le gare o appalti e subappalti, nonché da direzione e controllo dei lavori) e di confische da lasciare veramente sul lastrico, rischiamo di ritrovarci con edifici dalle facciate sfolgoranti che coprono strutture fatte di cemento “come colla” e di pilastri che cedono al primo tremore.


Nip

lunedì 9 novembre 2015

Sinistra di governo?

La lungimiranza degli uomini della nuova cosa rossa.

Ho riflettuto sull’affermazione di alcuni esponenti della nuova compagine politica, i quali sostengono di proporsi come “sinistra di governo”.
Io mi chiedo se “Fassina & Company” hanno chiaro il concetto, visto che per governare è necessario ottenere la maggioranza dei suffragi. Mi sembra che l’avere abbandonato il PD, esprimendo motivazioni che sembrano innalzare barriere insormontabili, comporti qualche riflessione:
La nuova cosa rossa prevede di poter essere destinataria della maggioranza dei voti?
Considerato che tale ipotesi mi pare, a dir poco, improbabile, mi chiedo con chi prevedono di allearsi, visto che recentemente le aspre critiche hanno preso di mira anche Bersani (colpevole di rimanere?).
E nel caso in cui non ci fosse altro che prevedere, obtorto collo, un’alleanza con il PD, quale sarebbe la prospettiva?
Non credo sia il caso di riproporre vecchie logiche basate sul ricatto di una minoranza che pretende di far prevalere la propria linea, rifiutando l’opinione dei più e tirando la corda fino a farla spezzare. Se la prospettiva è questa, non comprendo l’affermazione “sinistra di governo”, anche perché non è lecito ripetere gli errori del passato. Se si va al governo non si può stare all’opposizione.

A meno che non si stia prospettando una nuova contrapposizione che possa avvantaggiare gli schieramenti avversari (che scombinati come sono non potrebbero mai prevalere solo con le rispettive forze in campo, contro un centro-sinistra forte e unito).

In tal caso, la lungimiranza di “Fassina & Company” potrebbe essere solo disastrosa!


Nip