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giovedì 31 dicembre 2020

Piace a tutti tirare troppo la corda?

 

Quando Renzi decise di lasciare il PD forse non pensava che molti dei suoi "fedelissimi", tra cui Nardella, Gori, la Morani e tanti altri apprezzati politici, non lo avrebbero seguito.
Ora sta tentando di attirare l'attenzione su di sé, secondo me in modo insensato.

Io penso a coloro che al tempo della scissione decisero di seguirlo e che ora si trovano a riflettere. Se tutti i "seguaci residuali" gli rimarranno fedeli, potrebbe peggiorare la sua ubriacatura e chissà quali conseguenze si potrebbero abbattere sul Governo. A meno che non venisse fuori qualche altro "ravvedimento" da parte di coloro che fino a ieri non prevedevano di dover affrontare sfide tanto azzardate. Se tutto rimarrà immutato, secondo me ne vedremo delle belle. Se qualche altro "renziano" dovesse trarre conclusioni meno dirompenti e fosse indotto a rivedere le proprie decisioni, potrebbe arrivare la fatidica bacchettata sulle dita che indurrebbe Renzi a più miti consigli.

Nip


 

martedì 5 giugno 2018

Bel discorso! Staremo a vedere



Dopo il voto del 4 marzo, espressione di una netta volontà popolare, tutti abbiamo assistito a balletti e schermaglie che avevano fatto pensare ad un inizio disastroso del cammino del nuovo governo. Io stesso ho espresso delle perplessità sulle dichiarazioni di alcuni ministri, le cui parole avevano suscitato forti reazioni.
Poi è arrivato il discorso del nuovo Presidente del Consiglio.
Ha espresso contenuti che possono essere solo approvati e che alimentano nuove speranze nei cittadini della nostra martoriata Nazione. Naturalmente, sono delle dichiarazioni programmatiche (quindi, al momento, solo parole), ma sono quelle che qualsiasi cittadino che ha a cuore il destino dell’Italia vuole sentirsi dire.
Il discorso di Conte è stato così convinto e deciso, che io, che ho votato per un partito che si trova all’opposizione, sono tentato di tifare per il Presidente del Consiglio.
Se egli  riuscirà a tradurre in pratica le sue parole, ci dovrebbero guadagnare i cittadini onesti ed i più deboli, per cui mi auguro che possa mantenere le sue promesse. Spero anche che chi si trova all’opposizione, nel momento in cui saranno esaminati i provvedimenti annunciati, contribuisca all’approvazione delle relative disposizioni che, come si dichiara,  dovrebbero inasprire la lotta contro la corruzione, contro gli evasori, contro le mafie, contro gli espedienti che riescono a vanificare il cammino della Giustizia, contro la disoccupazione, contro la povertà, il tutto a favore dell’affermazione del merito, della riduzione delle influenze negative della politica sulle nomine dei vertici di importanti Enti strategici, senza atteggiamenti di razzismo, di discriminazione, di chiusura alle proposte delle minoranze, etc, etc. (Ho ascoltato l’intero discorso ed ho sentito chiaramente tutto ciò).  
Non ho capito come saranno perseguiti gli elencati obiettivi, né (cosa fondamentale) con quali risorse, ma voglio credere che egli abbia le idee chiare anche per riuscirvi, e, quindi, confermo il mio tifo per lui. Arrivo a dire anche che, in caso di riuscita, potrei anch’io essere tentato di passare dalla sua parte, anche se sono fermamente convinto che la garanzia che offrono i tradizionali partici politici che si reggono su strutture organizzate capillari, con organismi collegiali, assemblee, congressi, etc., offrono maggiori garanzie di rappresentanza.
Se invece, alle prime difficoltà (io credo che si presenteranno sin da subito quelle di bilancio), comincerò a sentirmi dire che è tutta colpa delle cattive condizioni ereditate, o simili banalità, allora ritengo che oltre alla mia personale incazzatura, il primo ministro Conte si troverà a dover fare i conti con quella di molti milioni di Italiani.
Nip

martedì 20 dicembre 2016

Vocazione "sinistra"

   Chi si sorprende delle posizioni di Civati, Vendola, Fassina, o più recentemente di D’Alema, Bersani, Speranza e compagni, non tiene conto della semplice logica che ispira il loro pensiero: “mi sta bene finché sono io a gestire il potere; se perdo la maggioranza comincio a remare contro fino alla distruzione della compagine alla quale appartengo, senza pietà né rimorso!”
Lo ha fatto Bertinotti e continuano a farlo tutti gli altri.
Non si possono dimenticare le dichiarazioni della sinistra milanese dopo le primarie che hanno sancito la vittoria di Sala: “bisogna rimettere tutto in discussione” disse qualcuno, con la conseguenza che solo per un pelo Sala fu eletto grazie alle miracolose reazioni di Pisapia e di qualche altra sostenitrice.
Ora ci risiamo. Non importa sapere che la strada imboccata porta dritto al burrone. La logica che prevale è sempre quella: “Non riesco a convincere la maggioranza che in questo momento prevale? Allora faccio di tutto per distruggerla!”
È un vocazione che non conosce limiti! La stessa vocazione che ha portato Fassina a fare il tifo per la Raggi. Una vocazione che contraddistingue la parte di uno schieramento che si definisce di “sinistra” giustificandone la posizione con la difesa dei diritti dei deboli, ma che nei fatti ha sempre determinato la consegna del potere allo schieramento opposto.
Non è una vocazione “di sinistra” ma solo “sinistra!”


Nip

lunedì 19 dicembre 2016

Caro Bobo, ti scrivo...

   Caro Giacchetti, ho seguito con interesse tutti i tuoi interventi (compreso quello su mal governo di Roma) e ne ho apprezzato la chiarezza, sebbene anch’io riconosca l’opportunità di limitare al solo termine “bronzo” la similitudine utilizzata per descrivere la faccia tosta di Speranza.
Si percepisce il desiderio di ripartenza che anima molti attivisti e simpatizzanti del PD, così come ci si attende un cambiamento generale che renda gestibili e risolvibili le divergenze troppo spesso trasformatesi in aspre contrapposizioni. Per ottenere ciò ci vuole chiarezza e tu sei uno di quelli che hanno dimostrato di saper dire pane al pane e vino al vino. La chiarezza, però, non deve servire solo a superare le questioni interne, quanto, e maggiormente, a lanciare messaggi inequivocabili agli elettori. Mi sto riferendo a tutte le onde cavalcate dalle diverse forme di populismo ormai ampiamente diffuse nel nostro amato Paese.
Vedi Bobo, io conosco tanti elettori convinti di voler lanciare ancora segnali forti ai “politici” italiani, scegliendo il voto di  “protesta". Sono tutte persone  perbene che hanno bisogno di aggrapparsi ad una speranza che il mondo politico tradizionale non riesce totalmente a soddisfare, malgrado i notevoli risultati raggiunti dal Governo Renzi. La gente non si fida ancora e teme che alla fine possano continuare a prevalere gli interessi della “casta”. Del resto, non ha tutti i torti, in quanto i segnali chiari contro i privilegi, contro l’ingiusto squilibrio della ricchezza, contro il diffuso fenomeno della corruzione mai definitivamente sradicata, non sono arrivati in modo convincente. E il populismo continua a cavalcarne l’onda!
Non ci può essere una vera ripartenza se non ci si dimostra capaci di intestarsi apertamente e inequivocabilmente le battaglie che stanno a cuore alla “gente”. Ci vuole qualcuno che utilizzi parole chiare (quasi come quelle usate per descrivere la “faccia”) per dire all’elettorato che ora si cambia veramente registro e che si comincia a dimostrare la chiara volontà e le relative azioni concrete da attuare per combattere i privilegi e le ingiustizie che mortificano la povera gente!


Nip


martedì 13 dicembre 2016

Lettera aperta a Matteo Renzi

Caro Matteo, ti scrivo…


   Si intuisce la volontà di approvare in tempi brevi la legge elettorale che consenta agli elettori di scegliere una maggioranza capace di governare.
Prevedendo anche la tua intenzione di “ripartire”, mi chiedo se stai elaborando scelte capaci di dare una risposta agli elettori che hanno “protestato”.
So che c’è il bilancio tendenzialmente positivo delle cose già fatte durante i 1000 giorni del tuo Governo, ma so anche che chi ha votato no ha espresso un malessere assai diffuso.
Se hai veramente intenzione di continuare la tua azione orientata a vitalizzare la nostra economia ed a ripianare le ingiustizie sociali, c’è bisogno di intraprendere un cammino che sia chiaramente riconoscibile dai più, quale itinerario di riscatto dei poveri e degli onesti.
Chi è assetato di giustizia, di equità e di occupazione ha bisogno di risposte meglio decifrabili. La gente ha bisogno di segnali molto più chiari per poter comprendere le nobili intenzioni della politica.
Se vuoi veramente riprendere l’impegno politico da ineguagliabile leader, quale hai dimostrato di essere, devi lanciare un segnale molto più forte contro la corruzione, contro i privilegi, contro gli sprechi e l’impunità a qualsiasi livello e promuovere azioni inequivocabili a favore degli onesti, dei laboriosi, dei giovani e della povera gente.
Su tale cammino incontrerai tanta gente che aveva smarrito la strada.
Buon lavoro!


Nip

martedì 15 marzo 2016

Renzi sta sbagliando tutto?

Ascoltando il discorso di Bersani, ospite stasera a Dimartedì, ho avuto l’impressione di sentire i più aspri commenti di esponenti degli schieramenti di opposizione. Tra risatine e battute sarcastiche, il caro Pier Luigi ha chiaramente detto che il governo Renzi (che dovrebbe essere anche il suo governo) non ne sta azzeccando nemmeno una!
Io non credo che sia questo il modo di proporre una critica “costruttiva”, anche perché sull’efficacia di molte riforme già attuate dal governo in carica ci sono favorevoli pareri di autorevoli esperti internazionali, di economisti ed anche di apprezzati politici di altre Nazioni.
Non parliamo, poi, della critica sul voto di fiducia, che costituisce un rischio proprio perché i numeri al senato sono risicati (forse anche per responsabilità dello stesso Bersani che, con la sua flemma proverbiale, è stato capace di giocarsi in pochi mesi un bel margine di vantaggio alle ultime elezioni).

E dire che alle precedenti primarie lo avevo votato, come hanno fatto molti altri (ora io dico sbagliando).
Anche se non condivido tutte le scelte di Renzi, ritengo che il suo governo stia conducendo un’azione piuttosto energica, capace di contribuire alla graduale modernizzazione del Paese, ivi compresa la scommessa sulla nuova legge elettorale che attende la convalida referendaria. Anche su questo Bersani ha espresso critiche, come a voler dire che la legge elettorale va cambiata (sappiamo che un’ eventuale modifica comporterebbe il rischio di vanificare ogni tentativo finora attuato).

L’alternativa sarebbe quella di garantire il premio elettorale a tutti i partiti della coalizione, anziché  al partito più votato, ma questo continuerebbe a dare voce in capitolo ai partitini della coalizione vincente, che riacquisterebbero il potere di veto (o di ricatto politico).

Grazie, NO!

Io mi auguro che la Legge di  riforma costituzionale ottenga i voti favorevoli al referendum, anche per evitare che chi lascia un partito tradendo la più elementare regola democratica che riconosce alla maggioranza il diritto di “governo”, possa facilmente continuare a dettare regole e misconoscere il dovere di coerenza e di lealtà al volere dei “più”.


Nip

sabato 2 gennaio 2016

Tanti auguri caro Matteo, ...però...


Gli ultimi dati relativi alla crescente fiducia degli italiani ed ai timidi segnali di ripresa che confermano il trend positivo, fanno ben sperare. Perciò,  auguri caro Matteo, con la speranza che il percorso avviato possa proseguire senza intoppi, visto che, contro ogni aspra critica degli oppositori, certi risultati positivi si stanno rivelando innegabili.
Abbiamo bisogno, però,  di altri segnali per sperare che  il comune cittadino possa superare la delusione dovuta alla persistenza di palesi ingiustizie. Mi riferisco alla inammissibile sproporzione tra i modesti benefici che il cittadino comincia a ricevere e l’infinità di ingiusti privilegi ancora esistenti e che offendono  la dignità delle moltitudini che operano in silenzio, garantendo la sopravvivenza di questo nostro martoriato Paese.
Vedi caro Matteo, la gente segue le aspre critiche di coloro che a parole promettono la salvezza, anche se costoro non fanno altro che sfruttare gli  effetti del “promettere”.  Tu mi dirai che le tue promesse si stanno concretizzando, mentre quelle di  alcuni politici che adesso promettono, si sono disastrosamente vanificate quando questi governavano; potresti aggiungere che gli altri, che fino ad ora hanno governato solo qualche Ente locale, non possono essere giudicati “affidabili”.
Io stesso aggiungo di temere l’eventuale affidamento delle sorti del nostro amato Paese a questi ultimi, considerati gli elevati rischi che comportano certe posizioni radicali.
Non mi sento di criticare, però, i molti cittadini che ripongono fiducia in loro, perché in assoluta buona fede, in quanto ciò che li convince non può essere criticabile. Mi riferisco alla sfrontatezza dei super-privilegiati che continuano a mortificare gli onesti lavoratori che vivono di stenti, mentre loro sperperano patrimoni pubblici e non pagano mai il conto. Mi riferisco all’elevato tasso di impunità che mortifica ogni coscienza che voglia definirsi civile. Mi riferisco alla crescente rassegnazione della moltitudine degli onesti mortificati da un mondo che sembra smarrire il valore dell’onestà.
Il mio augurio per il nuovo anno perciò, caro Matteo, lo affido alla speranza che tu possa spendere la parte migliore della tua grinta per fornire le risposte di giustizia, di correttezza, di equità e di onestà che la gente comune ancora si attende. 
Sono convinto che un segnale forte verso tale direzione ti possa far pronunciare con maggiore forza l’invito a sostenere il Governo, ivi compreso l’invito a votare a favore in occasione del prossimo Referendum Costituzionale.


Nip

lunedì 9 novembre 2015

Sinistra di governo?

La lungimiranza degli uomini della nuova cosa rossa.

Ho riflettuto sull’affermazione di alcuni esponenti della nuova compagine politica, i quali sostengono di proporsi come “sinistra di governo”.
Io mi chiedo se “Fassina & Company” hanno chiaro il concetto, visto che per governare è necessario ottenere la maggioranza dei suffragi. Mi sembra che l’avere abbandonato il PD, esprimendo motivazioni che sembrano innalzare barriere insormontabili, comporti qualche riflessione:
La nuova cosa rossa prevede di poter essere destinataria della maggioranza dei voti?
Considerato che tale ipotesi mi pare, a dir poco, improbabile, mi chiedo con chi prevedono di allearsi, visto che recentemente le aspre critiche hanno preso di mira anche Bersani (colpevole di rimanere?).
E nel caso in cui non ci fosse altro che prevedere, obtorto collo, un’alleanza con il PD, quale sarebbe la prospettiva?
Non credo sia il caso di riproporre vecchie logiche basate sul ricatto di una minoranza che pretende di far prevalere la propria linea, rifiutando l’opinione dei più e tirando la corda fino a farla spezzare. Se la prospettiva è questa, non comprendo l’affermazione “sinistra di governo”, anche perché non è lecito ripetere gli errori del passato. Se si va al governo non si può stare all’opposizione.

A meno che non si stia prospettando una nuova contrapposizione che possa avvantaggiare gli schieramenti avversari (che scombinati come sono non potrebbero mai prevalere solo con le rispettive forze in campo, contro un centro-sinistra forte e unito).

In tal caso, la lungimiranza di “Fassina & Company” potrebbe essere solo disastrosa!


Nip

sabato 12 aprile 2014

Qualcosa di positivo nel governo Renzi


Caro Stefano, ti scrivo …

 

Lettera aperta all’ex viceministro Stefano Fassina

 

Le voci dissenzienti devono trovare diritto di cittadinanza in ogni dibattito democratico, perché servono a far maturare decisioni che, condivise a maggioranza, segnano il cammino delle scelte politiche. Capisco, pertanto, il tuo punto di vista che può risultare comprensibile nell’ambito dell’iter dibattimentale. Quando le decisioni vengono assunte, però,  è opportuno mostrare un maggiore rispetto per la volontà dei più, altrimenti il discorso rischia di diventare esageratamente scontroso e, pertanto, deleterio. Anche perché, caro Stefano, rincarare la dose del tuo dissenso anche quando arrivano dall’interno e dall’estero autorevoli consensi per le scelte del governo italiano, diventa un atteggiamento di ottusa ostinazione. Non pensi che il risultato ottenuto senza intaccare minimamente il margine del rapporto deficit/pil sia un elemento capace di far crescere la fiducia dei partners europei nei nostri confronti? Possibile che non riesci a trovare nulla di positivo in tutto ciò che sta proponendo il governo di Renzi?

Se fossi in te ammorbidirei un po’ le critiche al governo e comincerei ad ascoltare coloro che vedono in Renzi il fautore di un cambiamento che comincia ad appassionare la gente. Sarebbe un segnale importante far percepire agli osservatori che oltre alle critiche si possono anche esprimere parole di sostegno nei confronti di un leader che raccoglie consensi sempre più diffusi. Lo ha fatto anche Bersani che certamente non gli risparmia critiche ma che ha anche pronunciato una inequivocabile dichiarazione di sostegno.

Nip.

giovedì 13 marzo 2014

Caro Enrico ti scrivo...


 
 
Lettera aperta a Enrico LETTA

 

Non è difficile comprendere lo stato d’animo di chi  ha dovuto lasciare il più prestigioso incarico politico per essere rimpiazzato da un Premier che appartiene allo stesso partito. Le stesse punzecchiature  sullo ”…stai sereno” hanno certamente contribuito ad accrescere un disagio che giustifica ampiamente il gelo percepito durante il passaggio di consegne. Si può essere certi che anche nel delicato periodo del “post annuncio” o “post conferenza multimediale” un prolungamento del tempo  di riflessione possa risultare del tutto comprensibile. Ma poi?

Non ci vorrà molto per capire se Renzi possa vincere qualche scommessa, per cui è bene pensare al superamento del disagio ed alla chiusura positiva del “periodo di riflessione”, e tutto ciò,  sia nel caso del prodigioso successo che tutti ci auguriamo, sia in caso di un totale fallimento delle sfide lanciate con un coraggio che, però, può essere solo definito “straordinario”.

Accettare la sconfitta è un atteggiamento di grande saggezza. Quando lo si comprende, si evita la penosa umiliazione dell’evidenza  che si fa sferza e colpisce duramente. Se Bersani avesse accettato la sconfitta la sera stessa delle elezioni, tutti avremmo fatto una figura migliore. Lo dico io che l’ho votato alle primarie e ricordo perfettamente l’atteggiamento dignitoso tenuto allora dal perdente Renzi.

Il cambio di passo era necessario e non si poteva tentare che con quest’ultimo cambiamento. Renzi avrebbe dovuto ricevere la legittimazione delle urne? Ma con quale legge elettorale?

E allora, prendiamoci il gusto di provare questa carta sperando che una ventata di dinamismo riesca davvero a smuovere le acque stagnanti di una politica che aveva ed ha ancora un disperato bisogno di riavvicinarsi ai cittadini.

Chiudiamolo questo periodo di riflessione, che quando le riflessioni diventano toppo lunghe non riescono più a seguire il vento della saggezza!


Nip