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lunedì 9 ottobre 2017

Lettera aperta al signor "divisivo"



Coloro che oggi  discutono di alleanze politiche, mostrano di comprendere che l’unica strategia che possa garantire una “speranza” nella competizione è l’unione. Lo hanno compreso le destre che si mostrano pronte a superare anche le più aspre contraddizioni, pur di mettere insieme le risorse. Lo ha compreso Pisapia che continua a lanciare i suoi messaggi accorati a favore dell’unione. Una posizione diversa è quella di Fratoianni, che a suo modo lancia dei messaggi  a favore di un campo diverso di “unione”, ma le sue scelte non si possono considerare “divisive”.
Restano “divisivi” coloro che parlano di contenuti, di valori della sinistra, di tutela dei lavoratori, ma nei fatti giocano a favore della sconfitta, a partire da D’Alema e Bersani, fino a Speranza il quale sembra abbia un solo obiettivo: perdere e far perdere le forze di sinistra.
Ci spiega come farà Speranza a proteggere i lavoratori se al governo andranno le destre?
Che contraddizione quella di chiamarsi Speranza e fare delle scelte che vanificano ogni “speranza”.
Io gli consiglierei di farsi cambiare il cognome!

Nip 


lunedì 19 dicembre 2016

Caro Roberto, ti scrivo...

Caro Speranza, a scanso di equivoci dichiaro subito che ho votato si al Referendum  costituzionale e sono convinto che una buona parte di chi ha votato no, che rispetto pienamente perché è espressione della volontà della maggioranza, è, però,  stata tratta in inganno da una propaganda fatta quasi esclusivamente di menzogne. Detto questo e archiviato il risultato, credo che la cosa più giusta da fare sia quella di accettare le conseguenze del plebiscito ed attendere che ci siano, non si sa quando, altre occasioni per parlare di riforme e sperare che si possano fare riflessioni più sagge. Fino ad allora, non mi sembra il caso di polemizzare, anche perché non posso accampare il diritto di aver ragione, quando il 60% degli elettori mi ha dato torto.
Spostiamo ora  il discorso sulle tue aspirazioni: ti vuoi candidare a segretario del PD e ne hai pieno diritto, vuoi girale l’Italia e sei libero di farlo, vuoi continuare a mentire sulle ragioni del no e, considerato il risultato, nessuno potrà lagnarsene. Sei libero di dare sfogo a tutte le tue aspirazioni e, qualora riuscissi a raggiungere le mete dei tuoi sogni, anch’io me ne farei una ragione e, sebbene non condivido le tue scelte,  cercherei di accettarle aspettando tempi migliori per aver ragione delle mie.
Ora, mettiamo che alla fine delle tue battaglie e dei tuoi tours tu scopra di non aver raggiunto la maggioranza dei consensi, saresti capace di rispettare il “vincitore”? Se sì, dimostreresti di saper praticare quell’umiltà che tu vuoi suggerire agli altri. Se non ne sarai capace e continuerai a fare come hai fatto fino ad ora, dimostrerai, invece di essere il vero interprete di quell’arroganza che tu vuoi affibbiare agli altri!


Nip