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mercoledì 14 gennaio 2015

Satira e religione


Il periodico francese “Charlie Hebdo” ha diffuso milioni di copie della prima edizione pubblicata dopo la tragedia, con il sostegno generale di quanti vedono nella ripresa delle pubblicazioni la giusta reazione alla violenta minaccia che ha subito la libertà di stampa. Niente di più legittimo, che conferisce ai vignettisti satirici l’onore del coraggio e del rifiuto di qualsiasi limitazione a diritto di divulgare parole e immagini satiriche.  Detto questo, mi sento di precisare che il mio pensiero non è privo di riserve nei confronti delle scelte del periodico satirico. Ad acque appena più quiete, mi pare opportuno precisare che, senza escludere alcuna severa condanna contro ogni forma di violenza, soprattutto contro quella praticata dalle follie jihadiste, una riflessione sui destinatari delle satire andrebbe fatta, soprattutto in rispetto dei fedeli che seguono qualsiasi fede religiosa. Per assurdo, mi viene di pensare che se ancora vi fossero fedeli di Giove, Giunone e simili, il principio del rispetto religioso rimarrebbe immutato.
Nip

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