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giovedì 31 dicembre 2020

Piace a tutti tirare troppo la corda?

 

Quando Renzi decise di lasciare il PD forse non pensava che molti dei suoi "fedelissimi", tra cui Nardella, Gori, la Morani e tanti altri apprezzati politici, non lo avrebbero seguito.
Ora sta tentando di attirare l'attenzione su di sé, secondo me in modo insensato.

Io penso a coloro che al tempo della scissione decisero di seguirlo e che ora si trovano a riflettere. Se tutti i "seguaci residuali" gli rimarranno fedeli, potrebbe peggiorare la sua ubriacatura e chissà quali conseguenze si potrebbero abbattere sul Governo. A meno che non venisse fuori qualche altro "ravvedimento" da parte di coloro che fino a ieri non prevedevano di dover affrontare sfide tanto azzardate. Se tutto rimarrà immutato, secondo me ne vedremo delle belle. Se qualche altro "renziano" dovesse trarre conclusioni meno dirompenti e fosse indotto a rivedere le proprie decisioni, potrebbe arrivare la fatidica bacchettata sulle dita che indurrebbe Renzi a più miti consigli.

Nip


 

domenica 6 ottobre 2019

Il coraggio di "rimanere".


Non ci sono dubbi sulle capacità dialettiche di Renzi né sui positivi risultati ottenuti da alcuni provvedimenti emanati dal Governo da lui presieduto. Il guaio è che la mania di protagonismo gli ha fatto commettere errori colossali che ancora oggi paghiamo amaramente. Mi riferisco all'ostinazione sul referendum testardamente confermato con la formula "o tutto o niente": la maggioranza schiacciante lo ha bocciato rifiutando la riforma elettorale ed ora ci teniamo (chissà per quanto tempo ancora) Province, CNEL e bicameralismo. Ora Renzi tenta di riproporsi come protagonista dopo la "scissione" e ritorna a sbandierare proclami, facendo intendere di voler condurre il nuovo soggetto politico ad un successo a "doppia cifra". Ci riuscirà? Mi sembra poco probabile, e non solo perché rimarcato dai sondaggi negativi, ma soprattutto perché la sua decisione non differisce molto da quella di D'Alema, Bersani, Speranza ed altri che avevano deciso di abbandonare per aver perso potere. Si sa che tale è l'inguaribile patologia della sinistra che tutto sa fare tranne mantenere l'unità ed accettare la "leadership" di chi si dimostra più convincente. Staremo a vedere. Se gli elettori cominciassero a penalizzare più severamente coloro che "escono" ed a premiare chi ha il coraggio di "rimanere" anche se non riesce a dominare, probabilmente in futuro ci sarebbero meno "scissioni".
Nip


martedì 4 settembre 2018

Finite le lacerazioni?



Erano  già stati espressi giudizi sull’opportunità che Renzi facesse un ’passo di lato’, considerato che gli era stata attribuita la responsabilità del fallimento del Referendum che se ‘spacchettato’ avrebbe assicurato all’Italia un vero rinnovamento. L’atteggiamento di sfida che l’ex premier aveva mantenuto anche dopo gli effetti disastrosi della sconfitta, avevano ottenebrato anche le più gravi conseguenze negative dei suoi oppositori che promettevano con leggerezza la presentazione di nuove proposte referendarie che sarebbero state approntate “entro tre mesi” (sono già trascorsi quasi due anni). Molti autori del “fuoco amico” hanno continuato a sfruttare l’onda dell’antirenzismo per giustificare le lacerazioni che hanno solo favorito il ritorno delle ‘destre’. Ma sappiamo dove porta la strategia della lacerazione.
Ora Renzi ha dichiarato apertamente la sua rinuncia alla candidatura, prendendo una saggia decisione che sgombra l’orizzonte da molte nubi. La palla passa agli altri ed il gioco metterà in evidenza tutte le contraddizioni dei signori del NO che non avranno più lo schermo dietro il quale nascondersi. Chissà se questo servirà a debellare il vecchio male della sinistra che l’ha portata a disperdersi in sempre più sottili rivoli che si inaridiscono sotto il più debole sole?

Nip


domenica 27 maggio 2018

Ma chi te lo fa fare?



 Seguo con curiosità la passione di alcuni giovani che sognano il ritorno di Renzi alla guida del PD. Il loro impegno è commovente, ma non credo sia una cosa auspicabile, per le seguenti ragioni:

-          la sconfitta del referendum è ancora fresca ed è stata troppo schiacciante per essere ormai fuori discussione;
-     non sappiamo quali sarebbero stati i risultati se si fossero ascoltati coloro che suggerivano di ’spacchettare’ i quesiti, ma io credo che non sia una follia pensare che a quest’ora noi ci troveremmo senza il CNEL, con la cancellazione delle Province e, forse, con un margine meno disonorevole per l’abolizione del Senato. (Non ho dubbi sul risultato negativo del quesito sulle regole elettorali);
-       l’accettazione della proposta di ‘spacchettamento’ avrebbe garantito un più ampio confronto, con esiti sicuramente più favorevoli, quanto agli sviluppi successivi al referendum.

   Si tratta di errori macroscopici per un leader che voglia definirsi tale, per cui io credo che se  Renzi si godrà in santa pace il suo scranno in Senato, farà del bene a se stesso ed al PD,  poiché le ferite sono ancora fresche e non c’è bisogno di altre lacerazioni.
La voce di quei giovani potrebbe avere un senso se si percepisse la volontà generale di riconfermare con larghissima maggioranza Renzi alla segreteria del partito, cosa che mi sembra alquanto lontana dalla realtà.
Sarebbe bene, pertanto, evitare certi accanimenti e lasciare che il corso degli eventi si delinei con naturalezza, con il confronto democratico  e, soprattutto, con la saggezza di chi riesce a comprende che gli errori, prima o poi, si devono pagare.

Nip



martedì 13 dicembre 2016

Lettera aperta a Matteo Renzi

Caro Matteo, ti scrivo…


   Si intuisce la volontà di approvare in tempi brevi la legge elettorale che consenta agli elettori di scegliere una maggioranza capace di governare.
Prevedendo anche la tua intenzione di “ripartire”, mi chiedo se stai elaborando scelte capaci di dare una risposta agli elettori che hanno “protestato”.
So che c’è il bilancio tendenzialmente positivo delle cose già fatte durante i 1000 giorni del tuo Governo, ma so anche che chi ha votato no ha espresso un malessere assai diffuso.
Se hai veramente intenzione di continuare la tua azione orientata a vitalizzare la nostra economia ed a ripianare le ingiustizie sociali, c’è bisogno di intraprendere un cammino che sia chiaramente riconoscibile dai più, quale itinerario di riscatto dei poveri e degli onesti.
Chi è assetato di giustizia, di equità e di occupazione ha bisogno di risposte meglio decifrabili. La gente ha bisogno di segnali molto più chiari per poter comprendere le nobili intenzioni della politica.
Se vuoi veramente riprendere l’impegno politico da ineguagliabile leader, quale hai dimostrato di essere, devi lanciare un segnale molto più forte contro la corruzione, contro i privilegi, contro gli sprechi e l’impunità a qualsiasi livello e promuovere azioni inequivocabili a favore degli onesti, dei laboriosi, dei giovani e della povera gente.
Su tale cammino incontrerai tanta gente che aveva smarrito la strada.
Buon lavoro!


Nip

martedì 15 novembre 2016

Cari signori del no, Renzi ha già vinto!

  I sondaggi parlano di una tendenza che dovrebbe sancire il prevalere del no. Io non ci credo, anche perché comprendo la ritrosia della gente a manifestare la volontà di esprimere il si, considerate le elevate possibilità di sentirsi offesi e derisi dalla marea di coloro che sembrano conoscere una sola ragione: quella di ‘mandare a casa Renzi’. Ma se malauguratamente dovesse prevalere il no, cosa alla quale io non voglio assolutamente credere, sarebbe una sconfitta per il Presidente del Consiglio? Assolutamente no! Anzi, ritengo che il successo sia garantito anche con la percentuale che viene ultimamente prevista per il SI che  si attesta intorno al 47%.  (Ciò vuol dire che, secondo i parametri degli stessi esperti i quali ammettono una ipotetica oscillazione del 4%, potrebbe facilmente raggiungere il 51% e quindi al di sopra di quel 50.1% necessario alla vittoria).
Ma torniamo all’ipotesi di una ‘sconfitta’ del SI con il 47%. Gli schieramenti politici che si stanno affannando a propagandare il no (diffondendo anche una marea di menzogne che potrebbero essere comprese dagli elettori nelle prossime settimane) rappresentano una maggioranza schiacciante che si aggira complessivamente intorno al 70%. Ciò vuol dire che una grandissima fetta di elettori (circa il 30%) di coloro che dovrebbero appartenere al bacino di voti vantato dalle opposizioni, hanno già capito che è un errore seguire i suggerimenti dei sostenitori del no. Questa, cari ‘signori del no’, è una sconfitta sonora e difficilmente giustificabile in caso di sconfitta del SI per pochi decimali.
Quindi, Renzi ha già vinto! Figuriamoci se il Presidente del Consiglio, come sta egregiamente facendo, riuscirà a convincere qualche altro indeciso, anche alla luce degli ultimi dati riguardanti la ripresa economica! Altro che sconfitta.
Pertanto se dovesse vincere il no, Renzi vince comunque. Se dovesse vincere il SI, vincono gli Italiani che scelgono il cambiamento che darà nuova energia alla nostro Paese!

Nip

domenica 1 maggio 2016

Piloni nani

Seguendo oggi L’Arena di Giletti ho ascoltato la dichiarazione del Presidente del Consiglio in merito al tratto di autostrada Catania-Palermo danneggiato dalla frana. Si sapeva qualcosa sulle cause del cedimento, ma oggi Renzi ha dichiarato senza mezzi termini che i piloni si sono inclinati perché costruiti ad una profondità di 5 metri anziché 12. Ammirevole la chiarezza della denuncia, ma io mi chiedo se può essere così dimostrata l’efficacia della lotta alla corruzione. Non si tratta di misconoscere il merito per le tante azioni e riforme positive del Governo, ma non si può ignorare la portata devastante di quanto successo e le conseguenze negative che potrebbero svilupparsi se non si riesce a lanciare un segnale deciso ed inequivocabile di fronte a malefatte così lampanti che danneggiano le risorse pubbliche e  mortificano la dignità dei cittadini onesti.
Del resto, non dovrebbe essere difficile individuare e colpire tutti responsabili: imprese che dovrebbero perdere per sempre la possibilità di aggiudicarsi nuovi appalti, o essere estromesse decisamente dai lavori eventualmente  in corso  d’opera o in fase di avvio dei cantieri, tecnici responsabili dell’esecuzione dei lavori, direttori dei lavori e collaudatori che hanno chiuso gli occhi di fronte a tali assurdità (non escludendo severe azioni di confisca dei beni nei confronti dei disonesti e dei vari prestanome)!
Si dirà che le opere sono state realizzate decenni addietro e che i termini per qualsiasi rivalsa sono prescritti, che gli avvocati la spunterebbero facendo leva sui tanti cavilli consentiti dalle leggi in vigore. Allora cambiamo le regole con procedure d’urgenza (pochi giorni, vediamo chi si oppone), per dare un segnale chiaro ed inequivocabile. Si ricordi che se anche questa volta i soliti noti riusciranno a farla franca ridendosela per le loro bravate, sarà difficile convincere la gente sulla bontà delle riforme e, soprattutto, sarà difficile scoraggiare i potenziali  frodatori convinti che “…tanto nulla cambia”, con il risultato che i prossimi ponti (o edifici) crolleranno anche senza doverne attribuire la causa alle frane.


Nip

mercoledì 20 aprile 2016

Da un referendum all'altro

Ho preferito evitare commenti prima del referendum, pur essendo orientato ad astenermi. Avevo ascoltato le ragioni di coloro che decisamente dichiaravano di essere favorevoli al SI e, pur comprendendone le genuine motivazioni, ero rimasto del mio parere per i molti dubbi suscitati in me dalla subdola impostazione della propaganda a favore del SI, non ultima l’espressione “no alle trivelle” in totale assenza del rischio di nuove trivellazioni, o “petrolio scaduto” quando si sa che la gran  parte dei pozzi attivi estraggono gas. Mi sentivo, però, di dover osservare un grande rispetto nei confronti dei moltissimi personaggi famosi, Enti e Associazioni che si occupano della difesa e salvaguardia dell’ambiente.
Dopo il mancato raggiungimento “del quorum”,  ho sentito commenti che, a mio giudizio, hanno attribuito allo “schieramento” del SI una posizione a dir poco assurda. Brunetta, ad esempio, ha dichiarato che ad ottobre basterà che la stessa percentuale di elettori che hanno votato SI lo scorso 17 aprile, votino NO al referendum costituzionale, ed il gioco è fatto, considerato che il prossimo voto sarà valido con qualsiasi percentuale di partecipanti.
Ma come fa Brunetta ad essere sicuro che tutti gli elettori favorevoli al SI ad ottobre voteranno NO? E come fa a sapere che chi questa volta ha deciso di astenersi, ad ottobre non sarà presente al seggio sin dalle prime ore del mattino?
No, caro Brunetta! Non è così semplice la conclusione. Anzi, non mi capacito come uno “studioso” che ha anche avuto incarichi politici di grande rilievo possa fare ragionamenti così puerili. In ogni caso, vedremo. Anzi, se le cose andranno proprio al contrario di come la vede Brunetta, ne vedremo delle belle!


Nip

lunedì 21 marzo 2016

Il significato dell' hashtag #cambiaverso

Aziende, banche e società  indebitate fino all’osso per foraggiare dirigenti e commissari che ricevono compensi milionari elargiti e percepiti illegittimamente. Ma anche funzionari che si arricchiscono estorcendo tangenti per favorire concorrenti disonesti, o più semplicemente per  favorire l’espletamento di pratiche la cui rapida conclusione dovrebbe essere un diritto sacrosanto.
Spesso si leggono frasi quali “faremo pulizia”, “puniremo i responsabili”, “faremo giustizia”, ma le ruberie continuano incessantemente perché i disonesti riescono a farla franca, il più delle volte conservando il maltolto, magari mimetizzato nelle forme più sofisticate che il macchinoso sistema legislativo italiano consente di tutelare.
I malintenzionati fanno facilmente quattro calcoli, decidendo quasi sempre che, in fondo, val la pena di rischiare, con il risultato che continueremo ad assistere a questo sconcio che umilia e mortifica i cittadini laboriosi ed onesti, che sono la stragrande maggioranza.
Per dimostrare alla gente onesta che esiste davvero la volontà di “cambiare verso”, ci vuole una snella disposizione di poche righe, che non dia alcuna possibilità ai legali dei disonesti di attaccarsi ai soliti cavilli per garantirne l’impunità, in modo da riuscire ad espropriare il maltolto ai responsabili ed ai sempre presenti prestanome, magari estendendo il ribaltamento dell’onere della prova, per rendere veramente efficace l’immediata restituzione del maltolto.
Se poi riuscissimo ad avere un bel sito pubblico dove si possono leggere nomi e cognomi dei disonesti, con relativo elenco di beni e somme confiscati (non solo sequestrati), sarebbe più probabile infondere un nuovo senso di fiducia nello Stato, ma soprattutto si riuscirebbe a scoraggiare davvero i malintenzionati sempre in agguato.

In tal modo  l’ hashtag #cambiaverso acquisterebbe un autentico significato!

martedì 15 marzo 2016

Renzi sta sbagliando tutto?

Ascoltando il discorso di Bersani, ospite stasera a Dimartedì, ho avuto l’impressione di sentire i più aspri commenti di esponenti degli schieramenti di opposizione. Tra risatine e battute sarcastiche, il caro Pier Luigi ha chiaramente detto che il governo Renzi (che dovrebbe essere anche il suo governo) non ne sta azzeccando nemmeno una!
Io non credo che sia questo il modo di proporre una critica “costruttiva”, anche perché sull’efficacia di molte riforme già attuate dal governo in carica ci sono favorevoli pareri di autorevoli esperti internazionali, di economisti ed anche di apprezzati politici di altre Nazioni.
Non parliamo, poi, della critica sul voto di fiducia, che costituisce un rischio proprio perché i numeri al senato sono risicati (forse anche per responsabilità dello stesso Bersani che, con la sua flemma proverbiale, è stato capace di giocarsi in pochi mesi un bel margine di vantaggio alle ultime elezioni).

E dire che alle precedenti primarie lo avevo votato, come hanno fatto molti altri (ora io dico sbagliando).
Anche se non condivido tutte le scelte di Renzi, ritengo che il suo governo stia conducendo un’azione piuttosto energica, capace di contribuire alla graduale modernizzazione del Paese, ivi compresa la scommessa sulla nuova legge elettorale che attende la convalida referendaria. Anche su questo Bersani ha espresso critiche, come a voler dire che la legge elettorale va cambiata (sappiamo che un’ eventuale modifica comporterebbe il rischio di vanificare ogni tentativo finora attuato).

L’alternativa sarebbe quella di garantire il premio elettorale a tutti i partiti della coalizione, anziché  al partito più votato, ma questo continuerebbe a dare voce in capitolo ai partitini della coalizione vincente, che riacquisterebbero il potere di veto (o di ricatto politico).

Grazie, NO!

Io mi auguro che la Legge di  riforma costituzionale ottenga i voti favorevoli al referendum, anche per evitare che chi lascia un partito tradendo la più elementare regola democratica che riconosce alla maggioranza il diritto di “governo”, possa facilmente continuare a dettare regole e misconoscere il dovere di coerenza e di lealtà al volere dei “più”.


Nip

sabato 2 gennaio 2016

Tanti auguri caro Matteo, ...però...


Gli ultimi dati relativi alla crescente fiducia degli italiani ed ai timidi segnali di ripresa che confermano il trend positivo, fanno ben sperare. Perciò,  auguri caro Matteo, con la speranza che il percorso avviato possa proseguire senza intoppi, visto che, contro ogni aspra critica degli oppositori, certi risultati positivi si stanno rivelando innegabili.
Abbiamo bisogno, però,  di altri segnali per sperare che  il comune cittadino possa superare la delusione dovuta alla persistenza di palesi ingiustizie. Mi riferisco alla inammissibile sproporzione tra i modesti benefici che il cittadino comincia a ricevere e l’infinità di ingiusti privilegi ancora esistenti e che offendono  la dignità delle moltitudini che operano in silenzio, garantendo la sopravvivenza di questo nostro martoriato Paese.
Vedi caro Matteo, la gente segue le aspre critiche di coloro che a parole promettono la salvezza, anche se costoro non fanno altro che sfruttare gli  effetti del “promettere”.  Tu mi dirai che le tue promesse si stanno concretizzando, mentre quelle di  alcuni politici che adesso promettono, si sono disastrosamente vanificate quando questi governavano; potresti aggiungere che gli altri, che fino ad ora hanno governato solo qualche Ente locale, non possono essere giudicati “affidabili”.
Io stesso aggiungo di temere l’eventuale affidamento delle sorti del nostro amato Paese a questi ultimi, considerati gli elevati rischi che comportano certe posizioni radicali.
Non mi sento di criticare, però, i molti cittadini che ripongono fiducia in loro, perché in assoluta buona fede, in quanto ciò che li convince non può essere criticabile. Mi riferisco alla sfrontatezza dei super-privilegiati che continuano a mortificare gli onesti lavoratori che vivono di stenti, mentre loro sperperano patrimoni pubblici e non pagano mai il conto. Mi riferisco all’elevato tasso di impunità che mortifica ogni coscienza che voglia definirsi civile. Mi riferisco alla crescente rassegnazione della moltitudine degli onesti mortificati da un mondo che sembra smarrire il valore dell’onestà.
Il mio augurio per il nuovo anno perciò, caro Matteo, lo affido alla speranza che tu possa spendere la parte migliore della tua grinta per fornire le risposte di giustizia, di correttezza, di equità e di onestà che la gente comune ancora si attende. 
Sono convinto che un segnale forte verso tale direzione ti possa far pronunciare con maggiore forza l’invito a sostenere il Governo, ivi compreso l’invito a votare a favore in occasione del prossimo Referendum Costituzionale.


Nip

mercoledì 30 dicembre 2015

I "bastiancontrari"

La risposta più frequente degli oppositori di Renzi è “…balle!”.
Si tratti di occupazione, fiducia degli italiani nel futuro, nella ripresa, o fiducia degli stranieri verso il nostro Paese, di PIL, di incremento degli occupati, di stratosferico incremento dei mutui concessi a privati e imprese... Brunetta, Salvini,  grillini & company continuano a ripetere la stessa musica. Qualcuno dice “bugie”, qualche altro, probabilmente confondendolo con un noto comico, sostiene che Renzi è un buffone. E intanto i dati ufficiali confermano (implacabilmente per i bastiancontrari) il trend positivo inequivocabile.

L’ultimo dato riguarda il mercato immobiliare: + 8,4% nel III trimestre (rispetto al corrispondente del precedente anno). Dato ISTAT.

Vuoi vedere che quest’ultima “novità”, connessa all’esplosione dei mutui ed all’eliminazione della tassa sulla casa, ti va a risvegliare quel grande volano economico italiano costituito dall’edilizia abitativa, riaprendo prospettive così positive da vanificare gli ultimi dubbi sulla ripresa?

Lo so che i bastiancontrari continueranno a dire “…balle”, ma le loro battute si disperderanno nel vento.


Nip

sabato 12 aprile 2014

Qualcosa di positivo nel governo Renzi


Caro Stefano, ti scrivo …

 

Lettera aperta all’ex viceministro Stefano Fassina

 

Le voci dissenzienti devono trovare diritto di cittadinanza in ogni dibattito democratico, perché servono a far maturare decisioni che, condivise a maggioranza, segnano il cammino delle scelte politiche. Capisco, pertanto, il tuo punto di vista che può risultare comprensibile nell’ambito dell’iter dibattimentale. Quando le decisioni vengono assunte, però,  è opportuno mostrare un maggiore rispetto per la volontà dei più, altrimenti il discorso rischia di diventare esageratamente scontroso e, pertanto, deleterio. Anche perché, caro Stefano, rincarare la dose del tuo dissenso anche quando arrivano dall’interno e dall’estero autorevoli consensi per le scelte del governo italiano, diventa un atteggiamento di ottusa ostinazione. Non pensi che il risultato ottenuto senza intaccare minimamente il margine del rapporto deficit/pil sia un elemento capace di far crescere la fiducia dei partners europei nei nostri confronti? Possibile che non riesci a trovare nulla di positivo in tutto ciò che sta proponendo il governo di Renzi?

Se fossi in te ammorbidirei un po’ le critiche al governo e comincerei ad ascoltare coloro che vedono in Renzi il fautore di un cambiamento che comincia ad appassionare la gente. Sarebbe un segnale importante far percepire agli osservatori che oltre alle critiche si possono anche esprimere parole di sostegno nei confronti di un leader che raccoglie consensi sempre più diffusi. Lo ha fatto anche Bersani che certamente non gli risparmia critiche ma che ha anche pronunciato una inequivocabile dichiarazione di sostegno.

Nip.

martedì 1 aprile 2014

Questo sì che si chiama ragionare




Caro Cuperlo ti scrivo …

 

 

Lettera aperta a Gianni Cuperlo

 

Quando ho percepito i malumori sordamente manifestati da alcuni esponenti del PD, ho cominciato a temere per il futuro di Renzi. Mi erano tornate le incertezze di un passato che aveva regalato il timone del comando all’avversario, grazie all’ottusità di lacerazioni buone solo a rendere più facile il suicidio politico.

Mi sono detto: “vuoi vedere che saremo ancora capaci di gettare alle ortiche quell’opportunità che da più parti viene descritta come ‘ultima spiaggia’ ”?

M’era venuto il magone pensando di dover soffocare la speranza che aveva fatto rifiorire in me Matteo Renzi, nei cui confronti, per la verità, avevo dapprima nutrito qualche dubbio.

Vero è che l’accelerazione da lui voluta poteva far insorgere non poche perplessità, ma quando è stata percepita la sua travolgente azione, in molti hanno compreso che Renzi aveva la stoffa per  affermarsi come  leader vincente.

Più consensi arrivavano dall’esterno, però, maggiori  malumori si percepivano all’interno del PD e questo non avrebbe prodotto nulla di buono.

Superate le Idi di marzo, sono arrivate  le tue dichiarazioni che con il passare del tempo divengono sempre più chiare ed illuminanti. Mi è bastato comprendere il tuo stato d’animo per avvertire il ritorno dell’ottimismo.

Il non riesco a prevedere  l’esito delle coraggiose sfide che Renzi continua a lanciare senza mostrare il minimo segno di cedimento, ma ora so che qualcosa sta cambiando anche all’interno del PD. Se il tuo esempio riuscirà contagiare qualche altro irriducibile, allora ne vedremo delle belle e forse si riuscirà a dare qualche risposta alla gente che spera.

Nip.

giovedì 27 marzo 2014

Cara Camusso, ti scrivo...


 

Lettera aperta alla segretaria CGIL Susanna Camusso

 


Cara Susanna,

accingendomi a scrivere queste righe mi sento obbligato a confermare l’opportunità del confronto politico con le parti sociali, a riconoscere il prezioso ruolo del sindacato nella lunga storia del riscatto dei lavoratori, ammettendo anche il valore  delle lotte sostenute per garantire le tutele oggi riconosciute ai lavoratori medesimi. Devo aggiungere, però, che ogni azione  deve essere commisurata alla particolare condizione del momento storico, agli effetti auspicabili a favore delle categorie che si rappresentano ed alla saggia  valutazione della ipotetica condivisione delle minacce da parte dei lavoratori.

Io so anche che un sindacato deve sempre tenere ben caldo il motore per sostenere con determinazione ogni azione intrapresa, ma devo ammettere che mi sfuggono alcune mosse, prima fra tutte la minaccia di uno sciopero generale pronunciata nei primi giorni di questo mese, quando ancora non si conoscevano che alcune indiscrezioni sulle azioni del nuovo governo. Come mai non hai dato a Renzi neanche il tempo di insediarsi e di presentare con completezza le sue proposte? L’ostilità eccessiva è destinata all’insuccesso. Come credo possano essere oggetto di critica le successive posizioni assunte contro la maggior parte delle innovazioni proposte.

È certamente comprensibile il malessere dei pensionati più poveri che non riceveranno benefici dalla prima elargizione di denaro e tutti ci auguriamo che presto possano ricevere anche loro qualche beneficio.

Non si può pretendere, però,  di riportare il discorso alle vecchie logiche che, a furia di discussioni riuscivano a vanificare ogni processo decisionale. E poi, detto tra noi, che siano i lavoratori dipendenti a ricevere per primi il contentino un po’ più consistente, non è sbagliato, considerato che la gran parte di loro è costretta a sostenere le spese per raggiungere giornalmente il posto di lavoro.

Ti consiglio, pertanto, di rinunciare a questo tuo risoluto atteggiamento combattivo, perché una eventuale proclamazione di sciopero  potrebbe non essere condivisa dai cittadini.

Nip.

domenica 16 marzo 2014

Caro Beppe, e ora?




Lettera aperta al “blogger” Grillo

 

Non ho mai votato per il M5S e non ne ho condiviso i toni e l’eccessiva intransigenza, ma all’inizio  ho pensato si trattasse di un fenomeno giustificabile e forse utile. Poi c’è stato il grande successo elettorale che certamente costituisce un evento davvero eccezionale, pur rimanendo privo di effetti diretti sulla concreta attività dei poteri dello Stato, visto che tu e i tuoi grillini avete respinto ogni forma di coinvolgimento. Si può anche  comprendere la strategia di “lasciar cuocere i politici nel loro brodo”, nella speranza di poter raccogliere altri frutti, forse anche ben nutriti da un mai sopito malumore scaturente dal malcostume politico dimostratosi incapace di ridurre, sia pur di un minimo apprezzabile, i privilegi della casta. Ma il sogno di ottenere la maggioranza assoluta in parlamento è una pura chimera. Lo hanno capito coloro che ti criticano e che tu credi di poter zittire  con l’espulsione.

Il rischio di un probabile tonfo del fenomeno, però, non è costituito dal proliferare dei dissensi interni,  considerato che fino a qualche giorno fa poteva attecchire ancora il discorso della lotta contro un tipo di spavalderia politica incapace di pensare seriamente alla drastica riduzione dei privilegi ed alla severa sferzata innovativa di cui l’Italia ha bisogno.  

Ora le cose sono cambiate, perché è arrivato Renzi.

Sembra che, pur con l’infuriare di un gran coro di critici che non si accorgono nemmeno dei risultati che cominciano ad arrivare (sebbene con ritardi di “pochi” giorni), l’umore delle masse (ed anche di tante organizzazioni) possa cambiare.

E se si avverasse la grande SvoltaBuona  che anche qualche autorevole fonte comincia a giudicare possibile?

Allora è proprio finita, caro Beppe.

Mi dispiace per il tuo spirito divertente, che a dire il vero, ultimamente mi è sembrato un po’ più delirante, ma il vento sta cambiando. Lo hanno capito anche coloro che, da diverse posizioni politiche dell’opposizione, hanno cominciato a pronunciare frasi come “…se la proposta è questa, non potremo che votarla”.

Le cose si stanno mettendo male per te, Caro Beppe,  altro che “stravincere le elezioni europee”.   Io penso che qualche elettore che in passato non è nemmeno andato a votare o ha scelto di votare M5S, potrebbe cambiare idea, non credi?

Vedremo.

Del resto,  non ci vorrà molto tempo per verificare un bel po’ di cose: le scadenze stabilite da Renzi potrebbero subire qualche ritardo, ma per sapere come andrà a finire non ci sarà bisogno di attendere il ritorno dell’autunno.

Per conoscere la possibilità di eventuali ribaltamenti di sondaggi ci vorrà ancora meno!

 
Nip.



giovedì 13 marzo 2014

Caro Enrico ti scrivo...


 
 
Lettera aperta a Enrico LETTA

 

Non è difficile comprendere lo stato d’animo di chi  ha dovuto lasciare il più prestigioso incarico politico per essere rimpiazzato da un Premier che appartiene allo stesso partito. Le stesse punzecchiature  sullo ”…stai sereno” hanno certamente contribuito ad accrescere un disagio che giustifica ampiamente il gelo percepito durante il passaggio di consegne. Si può essere certi che anche nel delicato periodo del “post annuncio” o “post conferenza multimediale” un prolungamento del tempo  di riflessione possa risultare del tutto comprensibile. Ma poi?

Non ci vorrà molto per capire se Renzi possa vincere qualche scommessa, per cui è bene pensare al superamento del disagio ed alla chiusura positiva del “periodo di riflessione”, e tutto ciò,  sia nel caso del prodigioso successo che tutti ci auguriamo, sia in caso di un totale fallimento delle sfide lanciate con un coraggio che, però, può essere solo definito “straordinario”.

Accettare la sconfitta è un atteggiamento di grande saggezza. Quando lo si comprende, si evita la penosa umiliazione dell’evidenza  che si fa sferza e colpisce duramente. Se Bersani avesse accettato la sconfitta la sera stessa delle elezioni, tutti avremmo fatto una figura migliore. Lo dico io che l’ho votato alle primarie e ricordo perfettamente l’atteggiamento dignitoso tenuto allora dal perdente Renzi.

Il cambio di passo era necessario e non si poteva tentare che con quest’ultimo cambiamento. Renzi avrebbe dovuto ricevere la legittimazione delle urne? Ma con quale legge elettorale?

E allora, prendiamoci il gusto di provare questa carta sperando che una ventata di dinamismo riesca davvero a smuovere le acque stagnanti di una politica che aveva ed ha ancora un disperato bisogno di riavvicinarsi ai cittadini.

Chiudiamolo questo periodo di riflessione, che quando le riflessioni diventano toppo lunghe non riescono più a seguire il vento della saggezza!


Nip